Conosciamoci meglio
Il mio viaggio...
C’era una volta una bambina che cresceva nelle Alpi italiane, portando dentro di sé un trauma di cui non conosceva nemmeno il nome.
Non avrebbe mai potuto immaginare che l’ansia, l’ipervigilanza e quella profonda sensazione che qualcosa non fosse mai del tutto a posto, avessero radici in esperienze che, molti anni dopo, avrebbe imparato a riconoscere come parte del disturbo da stress post traumatico complesso (C-PTSD).
Lei conosceva soltanto cosa significasse “sopravvivere”.
Per anni ho cercato risposte senza sapere fino in fondo quali fossero le domande. Ho trascorso decenni cercando di comprendere ciò che mi era accaduto — non perché avessi l’obiettivo di diventare una terapeuta, ma perché cercavo una strada per tornare a casa dentro me stessa.
Quella ricerca è diventata il filo conduttore della mia vita.
Mi ha portata attraverso la psicologia, l’attachment theory, lo studio del sistema nervoso, il lavoro somatico ed esperienziale, la conoscenza del trauma, il lavoro energetico e, infine, alla Compassionate Inquiry con il Dott. Gabor Matè.
Mi ha portata in luoghi e contesti che non avrei mai immaginato di conoscere, fino a ritrovarmi seduta in un’aula virtuale aperta al mondo, a studiare insieme a persone provenienti da Paesi e culture diverse, accomunate dallo stesso desiderio di comprendere il trauma ed i processi di trasformazione e integrazione di quest vissuti.
Ogni passo mi ha portato nuove conoscenze. Ma, più profondamente, mi ha insegnato un modo diverso di stare in relazione con me stessa.
Se qualcuno avesse mostrato a quella bambina anche solo uno scorcio del suo futuro, probabilmente non ci avrebbe creduto.
Non avrebbe creduto possible vedersi studiare con insegnanti e colleghi provenienti da tutto il mondo.
Non avrebbe creduto possible vedersi lasciare le montagne familiari della sua infanzia e costruire una parte importante della propria vita tra i paesaggi nordici: foreste immense, cieli aperti, notti profonde, distese di ghiaccio silenziose e quella particolare luce dell’inverno scandinavo che sembra parlare una lingua tutta sua.
Non avrebbe creduto possible vedere questi luoghi diventare parte fondante della sua storia… Ängsbacka, in Svezia, dove qualcosa nel suo percorso avrebbe iniziato ad aprirsi. Ed Opaker Gård, in Norvegia, che anni dopo sarebbe diventato il luogo in cui molte cose avrebbero finalmente trovato un senso più profondo, una comprensione e un’integrazione più completa.
Entrambi luoghi da chiamare casa e dove ritornare, per lavoro e per piacere, ancora ed ancora ed ancora.
Non avrebbe mai creduto possibile vedersi offrire guida e sostegno a persone provenienti da diverse parti del mondo, accompagnandoli online attraverso alcuni dei momenti più vulnerabili, profondi e significativi delle loro vite.
Non avrebbe mai creduto possibile che un giorno avrebbe portato il proprio modo di lavorare anche nella relazione con i cavalli, fino a farne una parte significativa del suo percorso professionale.
Nel loro modo silenzioso e straordinariamente preciso di percepire ciò che accade dentro e intorno a noi, i cavalli sono diventati compagni e maestri di un lavoro profondamente esperienziale. Attraverso di loro ho scoperto un modo diverso di incontrare il corpo, le emozioni, le relazioni e quella parte di noi che spesso sa, molto prima della mente.
Non avrebbe porbabilmente creduto di poter diventare una donna che non misurava più la propria vita soltanto in base a ciò che le era accaduto, ma in base a ciò che era diventato possibile perché aveva scelto di comprendere il proprio passato.
Eppure è successo.
Tutto questo è successo.
Oggi non offro alle persone un metodo che ho semplicemente imparato.
Offro uno spazio che ho trascorso una vita intera a cercare e creare per me stessa.
Il mio lavoro è sostenuto dalla formazione professionale, da anni di studio, dalla pratica e da un continuo percorso di crescita personale. Ma le sue fondamenta più profonde nascono dal viaggio che non avrei mai immaginato di intraprendere: da bambina, con un sistema nervoso che aveva imparato la sopravvivenza prima ancora della sicurezza, a donna che oggi ha il privilegio di accompagnare altre persone nel riconnettersi con quelle parti di sé che le esperienze difficili avevano chiesto loro di lasciare indietro.
Il mio approccio unisce ciò che ho studiato e ciò che ho vissuto: la comprensione del trauma e del sistema nervoso, il lavoro corporeo ed esperienziale, la Compassionate Inquiry, l’esplorazione energetica e il lavoro con i cavalli. Non come formule da applicare, ma come diversi modi di entrare in relazione con la persona che ho davanti, rispettandone la storia, i tempi e ciò che è pronto — o non è ancora pronto — ad emergere.
Il mio viaggio è ancora in corso.
Come le persone che arrivano da me, continuo a imparare, a crescere e a lasciarmi trasformare dalla vita. Non mi considero arrivata a una destinazione finale, e non credo che il cambiamento sia un luogo in cui si arriva una volta per tutte.
Oggi so che trasformarsi non significa diventare qualcun altro.
Significa, piuttosto, tornare abbastanza a casa dentro di noi da poter ricordare chi siamo al di là degli adattamenti che un tempo ci hanno permesso di sopravvivere.
Quella che era iniziata come una ricerca quasi disperata per comprendere la mia stessa sofferenza è diventata, quasi silenziosamente, un cammino che oggi mi permette di stare accanto ad altre persone mentre percorrono il loro.
Guardandomi indietro, a volte penso alla distanza straordinaria che separa quella bambina delle Alpi italiane dalla donna che oggi scrive queste parole.
La geografia è un capitolo della mia storia.
Ma il vero viaggio è sempre stato interiore.
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Dicono del mio lavoro
Alcune testimonianze dei partecipanti ai miei gruppi ed eventi in Italia ed all’estero
“Attending your constellations groups is so powerful! The healing that takes place is beyond words, and you are a true energy worker!
I love how you work so in depth through this process of untangling us from old patterns that does not serve us anymore, to release the potential that lies within us.
You are a light to this world!”
Monica R. - Norway
M.K. - Norway
Geneviève - Norway
Se ti riconosci in queste parole, forse non sei qui per caso…
