Esperienze con cavalli ed asini

TRASFORMAZIONE CON CAVALLI ED ASINI

Quando le parole non bastano

A volte il corpo sa prima di noi.

Cavalli e asini hanno una sensibilità straordinaria nel percepire ciò che accade intorno a loro. Sono animali sociali, abituati a leggere continuamente il comportamento, la postura, la tensione e i segnali degli altri membri del branco. Per loro, cogliere ciò che sta accadendo prima ancora che diventi evidente è una questione di relazione e di sicurezza.

E non sono people pleaser.

Non fanno finta che vada tutto bene per compiacerci. Non ci restituiscono necessariamente ciò che vorremmo vedere. Rispondono a ciò che percepiscono, nel momento presente.

Per questo, quando entriamo in relazione con loro, possono diventare degli specchi straordinariamente sinceri.

Un cavallo può percepire che ci siamo irrigiditi prima ancora che ce ne accorgiamo. Un asino può fermarsi quando una parte di noi vorrebbe continuare a spingere. Possono avvicinarsi, allontanarsi, perdere interesse, cercare il contatto o chiederci più spazio. E attraverso queste risposte possiamo iniziare a osservare qualcosa di noi: come entriamo in relazione, quanto ascoltiamo i nostri confini, quanto cerchiamo di controllare, quanto siamo presenti e quanto, invece, ci adattiamo a ciò che pensiamo l’altro si aspetti da noi.

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Il lavoro con cavalli e asini è uno spazio esperienziale in cui possiamo rallentare, uscire per un momento dalla testa e tornare ad ascoltare il corpo. Possiamo esplorare fiducia, presenza, confini, paura, controllo, connessione e sicurezza — non soltanto parlandone, ma facendone esperienza nella relazione.

Non si tratta di “fare qualcosa” con l’animale, né di controllarlo o ottenere una determinata risposta. Si tratta piuttosto di incontrarlo, ascoltare ciò che accade e osservare ciò che la relazione ci rimanda.

A volte il corpo non ha bisogno di altre spiegazioni. Ha bisogno di fare esperienza di qualcosa di diverso.

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Questo lavoro è nato per me in Scandinavia, tra cavalli, natura e grandi spazi, e oggi continua anche in Italia. È diventato parte del mio modo di accompagnare le persone: un incontro tra corpo, relazione, presenza e ascolto.

Non devi sapere in anticipo cosa dovrebbe succedere.
Non devi arrivare con le parole giuste.

Puoi semplicemente venire, incontrare l’animale e vedere cosa accade.

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Benvenuti.

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